“L’ipotesi di accordo sulla vertenza Coop Sicilia, sottoscritta il 5 settembre anche dalla Uil Tucs, è stata approvata a Catania e provincia dal 69.26 per cento dei lavoratori. Il dato è particolarmente significativo. Da un lato, manifesta apprezzamento per la difficile opera di mediazione svolta dalle organizzazioni sindacali nel tentativo, riuscito, di scongiurare ben 122 licenziamenti nella sola provincia etnea, 273 in tutta l’Isola. Dall’altro, evidenzia un diffuso malessere causato dall'introduzione di quote crescenti di flessibilità nell’organizzazione aziendale. A fronte di sacrifici ingenti che verranno sopportati nei prossimi tre anni dai lavoratori, Coop Sicilia mantenga ora gli impegni assunti per il rilancio e l’ampliamento della rete di vendita nel territorio catanese”. Lo dichiarano Enza Meli e Giovanni Casa, segretari generali di Uil e Uil Tucs Catania.
Tra i lavoratori Coop Sicilia, il referendum interno ha avuto esito positivo pure a Palermo e Ragusa mentre martedì si pronuncerà il personale in servizio nel Messinese. Per il 25 settembre, nella sede catanese della Direzione territoriale del Lavoro, è prevista la firma definitiva di un’intesa “che – ribadisce Giovanni Casa – ha realizzato l'obiettivo essenziale indicato da Uil-UilTucs, cioè il mantenimento degli attuali livelli occupazionali nell'ambito del territorio di appartenenza. Niente licenziamenti, quindi. È stata, invece, prevista la possibilità di esodo volontario a fronte della erogazione di un incentivo. L'azienda si è, inoltre, impegnata a imprimere una forte accelerazione allo sviluppo della rete di vendita che prevede entro il 30 settembre 2020 l'apertura di 7 nuove sedi nelle province di Palermo e Catania, oltre al rilancio e all'ammodernamento di quelle esistenti. Organizzazioni e rappresentanze sindacali hanno responsabilmente accordato la sospensione temporanea di alcuni istituti contrattuali, come le pause e i permessi lavorativi, che non hanno ricaduta immediata in busta-paga. Le parti, infine, hanno convenuto di adottare per la durata dell'accordo sindacale un modello organizzativo più flessibile che possa favorire il miglioramento dei livelli di servizio nei punti vendita e garantire un presidio adeguato durante i picchi di vendita”.