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"Avevamo contestato i ritardi della politica, che ancora una volta hanno penalizzato lo Stabile di Catania, e auspicato l'immediato insediamento del commissario nell'ente teatrale. Adesso che questa insopportabile fase di vuoto gestionale è stata finalmente superata, assicuriamo a Giorgio Pace massima disponibilità al confronto nell'interesse dei lavoratori e degli artisti del Teatro che da troppo tempo sopportano assieme alle proprie famiglie sacrifici enormi". Lo affermano i segretari generali di Uil e UilCom Catania Fortunato Parisi e Giovanni Nicotra insieme con il segretario provinciale UilCom Salvo Orlando che aggiungono: "Con grande senso di responsabilità, lavoratori e artisti hanno resistito dimostrando professionalità e passione. Siamo certi che il commissario opererà per assicurare presente e futuro a un'istituzione culturale di cui Catania e la Sicilia non possono fare a meno".

“La Regione attraverso l'Istituto per lo sviluppo delle Attività produttive-Irsap ha destinato appena 2 milioni 303 mila euro, su 50 complessivamente disponibili, alla riqualificazione della rete viaria nella zona industriale di Catania. E zero per l'ex Asi di Caltagirone, malgrado fosse stata dichiarata appena un anno fa dallo stesso Irsap la “pubblica utilità, indifferibilità e urgenza” del progetto di asse di spina per l'area attrezzata di Mazzarrone. Si rinnova così lo scandalo delle “zone industriali-fantasma” di Catania e Caltagirone, che la Uil ha ripetutamente denunciato in passato!”. Lo afferma il segretario generale della Uil di Catania, Fortunato Parisi, che commenta: “Così, si negano opportunità di crescita e occupazione al nostro territorio. Ecco una buona occasione, la prima, perché la Città Metropolitana di Catania con Enzo Bianco assieme agli altri sindaci faccia sentire la propria voce nei Palazzi, a Palermo, auspicando che altrettanto facciano i rappresentanti del nostro territorio all'Ars”. Fortunato Parisi aggiunge: “In maggio, la giunta Crocetta ha deliberato il quadro d'interventi del Patto per la Sicilia che prevede per l'infrastrutturazione e la riqualificazione ambientale delle Aree industriali una spesa totale di 119 milioni. Di questi, 50 milioni sono alla voce Fsc-Patto per la Sicilia. Di recente, l'Irsap ha ripartito questa somma per ex Asi. Venti i finanziamenti previsti, soltanto uno sarà finalizzato a Catania per poco più di 2 milioni. Magari, adesso, diranno che mancavano progetti esecutivi. Regione e Irsap indichino le responsabilità di questa carenza e spieghino i correttivi. Certo è, però, che un progetto esisteva e che è stato ignorato per ragioni fino a questo momento incomprensibili: si tratta dell'asse viario “indifferibile e urgente” da realizzare nell'Area di Caltagirone-Mazzarrone”. Il segretario generale Uil conclude: “Queste ultime “dimenticanze” della Regione, il fatto che Catania e Caltagirone siano ancora una volta trattate come aree industriali-fantasma, sono un'altra dimostrazione del fallimento della riforma delle Asi voluta dal presidente Crocetta. Un inutile, improduttivo e dannoso accentramento di risorse. La risposta deve arrivare dai rappresentanti del territorio, in primo luogo dalla Città Metropolitana di Catania. Enzo Bianco convochi i colleghi sindaci. Accanto a loro, ne stiano certi, troveranno la Uil perché mai come adesso abbiamo bisogno di fatti concreti. Non di parole e parate!”.

"Lo sfratto dello Stabile dal teatro Musco e' un altro preoccupante segnale dell'agonia di un'istituzione culturale catanese e siciliana. Nell'attuale, desolante, vuoto gestionale determinato dalle dimissioni del presidente dell'ente e dai ritardi nell'insediamento del commissario, chiediamo che intervenga subito il sindaco Enzo Bianco per individuare margini di trattativa con la famiglia proprietaria della sala di via Umberto e, soprattutto, per assicurare futuro allo Stabile". Lo affermano il segretario generale della Uil di Catania, Fortunato Parisi e il segretario territoriale Uilcom, Giovanni Nicotra, commentando la notizia della notifica di sfratto esecutivo per il Teatro Stabile da una delle sue storiche sedi. Parisi e Nicotra aggiungono: "Malgrado la drammatica situazione che vivono ormai da anni, pure oggi i lavoratori dello Stabile si erano recati al lavoro ma sono stati costretti a lasciare il Musco per l'intervento dell'ufficiale giudiziario. Una nuova umiliazione, che certo non meritano! Per loro, per quelle donne e quegli uomini che sinora hanno tenuto in piedi lo Stabile a dispetto di chi lo ha affossato, rivendichiamo iniziative concrete e certezze. La politica, poi, rimedi ai molti guasti prodotti con uno scatto d'orgoglio e senza ulteriori perdite di tempo. E' inaccettabile, ad esempio, che l'ente teatrale debba affrontare queste ore drammatiche in assenza di vertici solo perchè la nomina del commissario straordinario, Giorgio Pace, dev'essere ancora ratificata dalla Prima commissione dell’Assemblea regionale".

"L’incontro di oggi alla StM di Catania tra rappresentanti sindacali RSU e Direzione si e’ concluso con un nulla di fatto. Malgrado i gravissimi problemi sollevati e la significativa partecipazione dei lavoratori a uno sciopero che si protrae ormai dal primo luglio, i vertici dello stabilimento StM mantengono un inspiegabile atteggiamento di chiusura. Facciamo nuovamente  appello all'amministratore delegato di StM Italia, Carmelo Papa, affinché intervenga e ristabilisca nel sito catanese normali rapporti sindacali, ormai da tempo logori". Lo comunica la Segreteria provinciale Uilm, guidata da Matteo Spampinato, che contesta fra l'altro la decisione aziendale di prevedere la domenica mattina l'impiego discrezionale dell'intera forza lavoro, malgrado il  blocco degli straordinari proclamato da Fim, Fiom e Uilm a livello nazionale per il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro e l’accordo dei 21 turni siglato a Catania. La Segreteria territoriale Uilm conclude: "Nonostante la nostra disponibilità al confronto e la nostra ricerca di soluzioni per individuare un percorso che possa portare alla definizione della vertenza, il capo del personale ha voluto chiudere la porta a ogni trattativa. Siamo sempre in attesa di risposte concrete, fino a quel momento la nostra protesta non si fermerà".

"Protestiamo per il mancato rinnovo dei contratti a otto tecnici dell'Asp di Catania che hanno assicurato i Livelli Essenziali di Assistenza, LEA, ma lo facciamo pure per tantissimi altri precari della Sanità che rischiano nei prossimi mesi di non vedersi confermato l'incarico malgrado la professionalità e la passione del loro impegno. Il nostro sit-in è anche a tutela di lavoratori e cittadini, in difesa del loro diritto alla Salute". Lo commentano i segretari generali di Uil e Uil Fpl, Fortunato Parisi e Stefano Passarello, che oggi insieme con Luca Crimi in rappresentanza della Segreteria regionale Uil Fpl hanno partecipato alla manifestazione promossa dall'organizzazione sindacale davanti alla sede dell'Azienda sanitaria provinciale di Catania in via Santa Maria La Grande per contestare la mancata proroga dei rapporti di lavoro con otto tecnici "LEA" della Prevenzione. Aggiungono Parisi e Passarello: "Ancora una volta vogliamo ricordare gli impegni assunti nei mesi scorsi con Uil e Uil Fpl dal direttore generale dell'Asp Giuseppe Giammanco che aveva elogiato l'opera svolta dagli otto operatori dei LEA e assicurato il rinnovo del loro incarico, in linea con le indicazioni dell'Assessorato regionale. Siamo sempre pronti a incontrarci con il direttore generale, così come abbiamo chiesto per ultimo in queste ore, ma sia chiaro che torneremo a protestare se non cambierà nulla e solleveremo la questione anche in sede regionale".
Sin dallo scorso anno gli otto lavoratori ex Asp hanno svolto un'attività utile, anzi necessaria per la collettività nel nostro territorio: "Se può servire a comprendere quanto sia immotivata e dannosa la decisione del direttore generale Giammanco, puntualizziamo daccapo che un tecnico ha svolto servizio di prevenzione e protezione interno dell'Asp per verificare e garantire il rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro, tre erano addetti al Dipartimento di prevenzione con incarico di ispezionare i cantieri edili e collaborare con magistratura e forze dell'ordine a seguito di infortuni gravi e mortali, due hanno assicurato prestazioni ispettive in aziende agricole e attività di ristorazione collettiva, due si sono occupati di sicurezza macchine ed impianti. Tra loro, inoltre, vi è anche chi ha creato la piattaforma informatica del Centro Regionale per la Sicurezza dei lavori in Quota (CeRSiQuo), fruibile all'indirizzo web cersiquo.aspct.it, e ne risulta ancora oggi referente. Inoltre, tra gli otto lavoratori, vi è pure chi si occupava del progetto "Sicilia in sicurezza" e ha organizzato corsi gratuiti in materia di sicurezza sul lavoro per professionisti e dipendenti comunali".

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