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fotouil“In città e provincia, il saldo IMU di dicembre costerà complessivamente ai catanesi – per le prime case e gli altri immobili – 265 milioni 203 mila 58 euro. Di questi, oltre 170 milioni andranno agli enti locali e 94 milioni 867 euro allo Stato. Questo è ciò che emerge da un’elaborazione dell’Osservatorio nazionale sulla Fiscalità Locale della UIL. E’ una strenna natalizia decisamente sgradita, che inciderà mediamente per il 42,2 per cento sulle tredicesime. Almeno sulle tredicesime di chi le percepisce ancora”. Lo afferma Angelo Mattone, segretario generale della Uil di Catania.

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Segreteria Uil“Ben vengano le Zone franche urbane, peraltro lungamente attese. Ma ribadiamo anche la necessità di creare a Catania e provincia le Zone franche per la Legalità, anch’esse previste dalla legge, dare attuazione alla Fiscalità di Vantaggio e individuare interventi per un rilancio della Risorsa Agricoltura, vocazione primaria del territorio etneo. La Uil, da parte sua, promuoverà subito seminari soprattutto per favorire giovani, precari, donne, disoccupati nell’utilizzo dei fondi europei, specie quelli previsti e finora colpevolmente sottoutilizzati nei settori edile e agricolo. Perchè nessuno strumento di lavoro e, quindi, di lotta alla criminalità può essere ulteriormente negato a questo territorio”.

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“Meno di un mese per salvare 250 posti di lavoro e scongiurare un’emergenza umanitaria”. Un appello ai sindaci e ai Consigli comunali del Calatino Sud-Simeto “perchè deliberino l’immediata adesione al Consorzio di gestione del Villaggio della Solidarietà di Mineo” è stato lanciato oggi pomeriggio dal segretario della Uil di Catania Angelo Mattone, dai segretari confederali Salvo Bonaventura, Nino Marino e Fortunato Parisi e dal segretario Uila Andrea Cavallaro al termine di un’assemblea a Mineo nel Centro di accoglienza per richiedenti asilo con i lavoratori del Cara e con il segretario provinciale della Uil Temp, Giancarlo Mattone, che sta seguendo la vertenza e che ha, intanto, sollecitato il completamento dell’orario di lavoro per 24 dipendenti del Villaggio. Gli esponenti della Uil, che già avevano aderito alla fiaccolata promossa il 26 novembre dal Comitato Pro Cara, ricordano la necessità di “salvaguardare e valorizzare la presenza del Villaggio della Solidarietà, tutelando anche il patrimonio professionale e umano rappresentato da 250 lavoratori che hanno assicurato nell’area euromediterranea un ruolo di assoluto prestigio al Villaggio di Mineo e alla Sicilia ma oggi sono solo sicuri di poter svolgere sino al 31 dicembre il proprio servizio”. “Facendo nostro – concludono i rappresentanti della Uil – l’allarme del Patto territoriale dell'Economia sociale del Calatino Sud Simeto, la Uil chiede ai Comuni di fare seguito allo schema votato ieri dal Consiglio di Mineo dando vita così a un’iniziativa tempestiva, sinergica, perchè al Ministero dell’Interno venga presentato un progetto di gestione credibile, capace di scongiurare la chiusura del Cara al primo gennaio del prossimo anno”.

Zone franche urbane e Zone franche per la Legalità, due strumenti concreti per il lavoro e la lotta alla criminalità che la classe politica, dopo anni di annunci, ha il dovere di rendere attuali e consegnare chiavi in mano ai cittadini di Catania e provincia”. E’ la proposta che la Uil di Catania, guidata da Angelo Mattone, lancia al presidente Rosario Crocetta alla vigilia della riunione della Giunta di Governo regionale al PalaNitta di Librino in programma per domattina. Nel pomeriggio, invece, si riunirà nella sede di via Sangiuliano la Segreteria Uil. “Le ZFU, Zone franche urbane, furono introdotte – scrive la Uil etnea in un documento elaborato dal segretario confederale Salvo Bonaventura – nella legislazione italiana nel 2006 e prevedono esenzioni fiscali per 14 anni alle piccole e medie imprese che intendano stabilire le proprie attività produttive in quelle aree Oggi, in una condizione assai più complessa, tale strumento rischierebbe di diventare inefficace e inadeguato senza ripensamenti. Proponiamo, quindi, l’estensione della sua area di influenza e delle condizioni di vantaggio all’intera area di sviluppo industriale che, oltre alla città di Catania, coinvolge anche l’intera area metropolitana con Paternò e Belpasso, da anni ormai abbandonata e ciononostante dotata di una rete di infrastrutture materiali e risorse umane destinate a disperdersi. A questa, peraltro, dovrebbe sovrapporsi nell’intera provincia etnea la Zona franca per la Legalità prevista dalla legge regionale del 20 novembre 2008, n. 15, art. 3”. “La Zona per la Legalità – continua il documento della Uil – costituisce un altro strumento di fiscalità di vantaggio, misteriosamente rimasto sinora in ombra, riservato agli imprenditori che denunciano richieste estorsive o richieste estorsive provenienti dalla criminalità organizzata, tendenti a modificare il normale svolgimento dell’attività economica. Sottolineiamo con forza la necessità di dare vita alla Zona per la Legalità perchè progettare e attuare strumenti di sviluppo economico senza fare i conti con la criminalità organizzata sarebbe un grossolano e colossale errore che società civile e nuovo Governo siciliano certamente vorranno evitare”. La Segreteria Uil continua: “All’immobilismo della politica fa riscontro un rapidissimo e inquietante incremento della disoccupazione, una micidiale flessione dei consumi e una totale assenza degli investimenti. Un esempio di immobilismo della politica è costituito appunto dalla (triste) storia della Zfu catanese, prevista nel 2007 per il quartiere di Librino e finanziata dal Cipe con 7 milioni 349.991,86 euro – vincolati e non altrimenti spendibili – ma rimasta sulla carta per mancanza di quei decreti attuativi che avrebbero dovuto tradurre in fatti gli accordi stipulati sulla carta tra gli enti interessati”. “Insomma, gli strumenti ci sono – conclude la Uil – Manca, però, una seria e condivisa volontà di applicazione. Per questo, la UIL-Catania chiama direttamente in causa il Comune di Catania e quelli dell’hinterland, la Provincia Regionale di Catania, la deputazione catanese che siede all’Ars ed al Parlamento nazionale perchè tutti, per una volta concordi, facciano la propria parte e la facciano in tempi certi e celeri”.

“È venuto il momento della chiarezza, perchè la Sac non è affar loro. Cio’ che gestisce la società di gestione dell'aeroporto di Catania sono soldi pubblici e opportunità per il territorio, quindi non solo è utile ma assolutamente dovuto che ci si spieghi cosa sta accadendo e perché. Prima che nelle aule giudiziarie, la battaglia in corso si svolga con confronti di merito. Se ve ne sono”. Antonio Oranges, segretario della UIL Trasporti di Catania con delega per il trasporto aereo, interviene in merito alla “battaglia per la Sac” e rivendica diritto di parola “per noi lavoratori per i quali conta, come per gran parte dei siciliani, non tanto chi fa, ma cosa si fa”. “Vorremmo conoscere – prosegue Oranges – il piano industriale che propongono i protagonisti dello scontro. Vorremmo che si superi l’attuale stato di incertezza nella società di gestione dello scalo e nelle sue promanazioni. Ci dicano su quali piani di sviluppo si confrontano e cosa accadrà allo scalo di Comiso, quali piani economici sono necessari per l’attivazione di quello scalo e la loro compatibilità con ciò che è gia Sac. E ancora, come tutto ciò influirà sulla ventilata privatizzazione. In una parola, vorremmo certezze gestionali e garanzie per il futuro ma anche maggior rispetto da parte di chi, con la scusa di battersi per il bene comune, costruisce non si capisce cosa e per chi”. “Su questi temi – conclude l'esponente della UIL Trasporti – è ineludibile il confronto con il mondo di chi rappresenta il lavoro. Considerato, poi, che la maggior parte dei soci di Sac sono enti retti da commissari regionali, in qualità di lavoratore di questa società chiedo a Crocetta che ci liberi da protagonisti e comprimari, che ci aiuti a ottenere un board e un management all’altezza del compito e che magari, quelli scelti, abbiano provata competenza, sufficiente esperienza specifica, e ( perché no? ) fuori da questi giochi a dir poco opachi”.

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