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                 Alessandro Cavallaro è stato confermato segretario generale della Uilca di Catania, l’organizzazione Uil dei lavoratori del Credito, delle Esattorie e delle Assicurazioni. Sarà collaborato da Mario Filippo Bruno, Carmelo Solano, Vanessa Muzzone, Salvo Fausto Castiglione. L’elezione al termine del congresso, che s’è riunito in un albergo cittadino alla presenza dei segretari generali di Uilca Sicilia e Uil Catania Gino Sammarco ed Enza Meli.

 

         Nella sua relazione, Alessandro Cavallaro ha fra l’altro parlato dell’impegno Uilca nella “vertenza-banche” segnata dalla riduzione di lavoratori e sportelli ma anche da una sempre minore attenzione verso Catania e la Sicilia, verso il sostegno alle famiglie e lo sviluppo delle medie e piccole imprese. Per Cavallaro, peraltro, va contestata e contrastata la miopia degli istituti di credito che “stanno depauperando il patrimonio più importante, dichiarando esuberi di personale al sud e procedendo a nuove assunzioni esclusivamente nel nord del Paese”. Non è solo una questione occupazionale, ma anche di rilievo sociale. A questo proposito, la segretaria della Uil Enza Meli ha denunciato il “caso-simbolo” di Raddusa dove esiste unicamente un’agenzia della Banca Agricola Popolare di Ragusa e questa sta pure chiudendo battenti: “La giustificazione dell’inagibilità dei locali non regge – ha detto Enza Meli – perché certo non mancano le alternative. Siamo di fronte a un taglio che, per quanto ci risulta, contrasta con i positivi risultati dello sportello e penalizza i raddusani. Per le operazioni bancarie, infatti, dovranno ricorrere agli sportelli degli istituti di credito che si trovano in altri comuni e distano da 20 a 30 chilometri”. La segretaria generale della Uil di Catania, infine, ha citato lo slogan congressuale “Uilca= meno io, più noi” sottolineando che è possibile vincere le sfide vecchie e nuove “soltanto se facciamo squadra, se siamo Sindacato del Popolo, non lasciando lavoratrici e lavoratori soli e isolati in un mercato sempre più imbarbarito, dove diritti e doveri vengono troppo spesso dimenticati all’interno di una logica che si fonda sul principio inquietante del pesce grande mangia pesce piccolo”. Ha concluso i lavori il segretario generale della Uilca, Gino Sammarco, denunciando “l’emorragia occupazionale provocata dalle banche storiche, che hanno progressivamente abbandonato la Sicilia e fatto perdere migliaia di posti nel quasi totale disinteresse dei governi regionale e nazionale”.

 

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Il catanese Nino Gatto è stato rieletto alla guida della Uil Rua Sicilia, l’organizzazione Uil dei lavoratori della Ricerca, Università e Alta Formazione. Assieme con Nino Gatto, confermato dal congresso regionale che s’è tenuto oggi – sabato 20 – in un albergo del capoluogo etneo alla presenza della segretaria nazionale Sonia Ostrica, i componenti della nuova Segreteria sono Angelo Alessandrino per l’Università di Messina, Alfredo Lo Presti per l’Università di Catania, Luigi La Fata per l’Università di Palermo, Paolo Morana per gli enti musicali e le accademie e Raffaele Ziino per gli enti di ricerca.

Il segretario generale della Uil Rua siciliana ha aperto con la sua relazione l’assemblea, nel corso della quale sono intervenuti l’assessore regionale Roberto Lagalla, il rettore dell’Università di Catania Francesco Basile, l’assessore comunale Maria Ausilia Mastrandrea, i segretari generali di Uil Sicilia, Uil Scuola Sicilia e Uil Catania Claudio Barone, Claudio Parasporo ed Enza Meli. Presenti in sala la segretaria regionale organizzativa Uil Luisella Lionti e il segretario della Uil di Trapani, Eugenio Tumbarello. Nel suo intervento, tra l’altro, Nino Gatto ha definito “incomprensibile come il Governo, lo Stato, che prima erano i datori di lavoro, si trasformano piano piano in nemici dei lavoratori”. Quindi, ha spiegato: “Si riducono drasticamente i finanziamenti, mentre scompaiono le piante organiche che però sono funzionali a garantire il raggiungimento di obiettivi prefissati, mentre spuntano le dotazioni organiche prive di criteri funzionali. Inoltre, la diminuzione dei finanziamenti destinati alla formazione aumenta molto l’intervento economico delle famiglie mettendo seriamente in discussione il diritto allo studio. Tutto questo ha finito per dividere il nostro Paese, creando le condizioni per avere strutture di serie A e di serie B”. Il segretario regionale della Uil Rua, quindi, s’è detto “particolarmente preoccupato per le Aziende ospedaliere universitarie perché il caos si è trasformato in un bandolo di interessi, molti dei quali non sempre limpidi”. E ancora: “Il paradosso dei paradossi s’è concretizzato a Catania, l’accorpamento del Vittorio Emanuele con il Policlinico ha creato un’Azienda dall’identità ignota nella quale si sono registrati atti e fatti privi, a nostro avviso, di legittimità facendo scempio delle più elementari regole contrattuali e giuridiche”.  Nino Gatto, infine, ha citato “la vicenda della sede del Cnr di Catania che sembra assomigliare a una telenovela senza fine” e sottolineato “la buona notizia relativa all’Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania che sembra avviarsi alla statizzazione”.

Il termine per la presentazione degli scatti al 2° Concorso Fotografico "Cercasi click che blocchi le discriminazioni" è scaduto il 30 novembre 2017.
La premiazione dei vincitori avverrà il 19 gennaio dalle ore 17:00 p.v. presso la Sala Convegni dell'Area della Ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche
nel corso dell'evento seguente: 
 


 

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 Alla sede dell'evento si può accedere direttamente da Viale Odorico da Pordenone n. 42, ma per motivi di sicurezza si pregano gli intervenuti di entrare al CNR dall'ingresso principale sito in via P. Gaifami n. 18, per l'identificazione e il ritiro del badge presso la portineria.


La segreteria organizzativa  

 

              

Sunia Sicet e Uniat hanno incontrato oggi l’Assessore alla casa del Comune di Catania Dott. Fortunato Parisi per rappresentare la difficile crisi abitativa che sta comportando anche la protesta di tante famiglie in condizioni di grave disagio. Le OO.SS. hanno stigmatizzato il comportamento del Comune che nonostante i tanti impegni assunti sul tema dell’emergenza abitativa non ha ancora raggiunto alcun risultato. Sembra, hanno affermato i Sindacati, che questa Amministrazione non abbia chiaro che più di un terzo della popolazione versa in una situazione di precarietà sia dal punto di vista economico che sociale. Ancora nessuna risposta né sui ricoveri d’emergenza, né sugli alloggi confiscati alla mafia da destinare a finalità abitative, nonostante sia già passato più di un anno da quando su questi punti era stato assunto un impegno preciso. Ancora niente per la riqualificazione dei 144 alloggi delle due torri né nessuna certezza sui tempi di consegna della Torre Leone (ex palazzo di cemento). Le proposte che da anni il Sindacato avanza, presentate in una articolata piattaforma al Sindaco Bianco ai tempi del suo insediamento e su cui più volte Sunia Sicet e Uniat hanno pressato, sono rimaste del tutto inattuate dimostrando che questa Amministrazione non ha alcun interesse concreto ad affrontare le tematiche della povertà e del disagio abitativo e che questi temi non ha fatto parte dell’agenda politica dell’attuale Governo della città, prova ne è che solo una piccolissima parte delle risorse dei fondi anche europei di cui godrà la città sono destinati al sociale e al recupero di immobili per far fronte all’emergenza casa.

 

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“Il Cnr cerca nuova sede a Catania e ha ricevuto molte disponibilità, qualitativamente ed economicamente apprezzabili. Ma il Consiglio di Amministrazione dell’ente ha valutato una sola proposta, decentrata e costosa: un immobile ex Myrmex nella Zona industriale. I lavoratori e, con loro, la Uil Rua e la Uil si chiedono perché”. Lo affermano i segretari generali di Uil Catania e Uil Rua Sicilia, Enza Meli e Nino Gatto, che aggiungono: “Non siamo contrari per ragioni di distanza, ma poiché renderebbero difficoltose le molteplici collaborazioni in essere con l’Università e con il Policlinico costringendo, peraltro, i lavoratori a scontare la situazione di degrado e le carenze di servizi in cui versa la Zona industriale”.
Gli esponenti sindacali ricordano come fossero pervenute al Cnr ben 5 offerte di vendita e lo stesso sindaco Enzo Bianco avesse indicato al presidente del Cnr, Massimo Inguscio, un’alternativa alla doppia spesa necessaria per l’acquisto e la ristrutturazione dei locali ex Myrmex: “La soluzione-Tomaselli comporterebbe solo costi di sistemazione dell’edificio, ma sembra proprio che non sia stata neppure presa in considerazione!”. Enza Meli e Nino Gatto commentano ancora: “Dopo 27 anni di promesse sulla realizzazione di una sede che possa ospitare tutte le nove strutture di ricerca CNR presenti sul territorio, la questione è in dirittura d’arrivo grazie ai 12 milioni di euro dell’Intesa per il Mezzogiorno destinati proprio a Catania. L’approdo, però, non convince”. “Molte le domande – concludono i segretari generali di Uil e Uil Rua – finora senza risposta. Perché penalizzare la qualità dell’attività di ricerca su Catania? Perché spendere più di quanto disponibile, snobbando alternative a costi minori? Perché operare scelte discutibili, proprio quando i precari rivendicano stabilizzazione e l’ente non nasconde difficoltà economiche?”.

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